Come preparare la valigia per un viaggio: i consigli di chi non ne è capace!
  • Come preparare la valigia per un viaggio

    Feb 26th • Filed under How to: fashion tips, Travel

    Mi avete chiesto spessissimo di scrivere un post su come preparare la valigia per un  viaggio e io, candidamente, ho ammesso di non saperlo fare. Questo scambio di battute tra di noi mi ha fatto riflettere su questa mia totale incapacità di scegliere, limitare e selezionare alcuni, pochi, capi da portare con me quando mi allontano da casa. Oltre alle mille riflessioni psicologiche che quest’episodio ha scatenato in me, mi sono ritrovata a pensare che, preparare i bagagli, è sempre stato un incubo per me.

    Ricordo quando ero piccola e dovevo andare in vacanza con papà, un trauma! Una valigia gigante che sembrava non contenere mai abbastanza! Portare con me le mie cose ha sempre significato, per me, sentirmi al sicuro. Essere al riparo. E per un bambino è tutt’altro che secondario questo aspetto. Il problema è che poi sono cresciuta e la cosa non è cambiata, anzi.

    Quindi mi sono detta che forse, all’alba dei 31 anni, sarebbe stato in caso di fare pace con quest’ansia da separazione e imparare a creare un bagaglio intelligente, possibilmente di peso contenuto (possibilmente, ho detto).

    Ecco quindi che ho pensato di scrivere questo post con qualche “regola” che mi sono data per il mio imminente viaggio parigino e che voglio assolutamente mettere in pratica. Un post dedicato a chi, come me, non sa fare la valigia. Un post di mutuo auto aiuto! Quasi un post terapeutico.

    So che vi farà sorridere ma, da psicologa, posso dirvi che separarsi dalle proprie cose ha un significato molto profondo. E non intendo tanto i vestiti, ma la casa. I vestiti sono solo un prolungamento di ciò che casa significa: protezione e sicurezza. Ti coprono, proteggono la pelle, scaldano. Non è forse questo che fa una casa? Provengono dal luogo in cui ci sentiamo al sicuro.

    Lo condivido con voi perché, sulla carta, quelle che leggerete qui mi sembrano indicazioni guida semplici, facili da applicare e immediate, anche se poi sappiamo che l’argomento “come preparare la valigia per un viaggio” nasconde diverse insidie.

    Quindi proviamo a capire come fare, che sulla carta è sempre più facile che nella realtà!

    Primo step: individuare il bagaglio.

    Ho imparato negli anni che iniziare tirando fuori dagli armadi i vestiti è assolutamente controproducente. Questo perché man mano che seleziono i capi mi vengono in mente una varietà di abbinamenti e matches che sembrano non fermarsi più.

    Quella blusa sta divinamente con quella gonna e quella gonna è perfetta con quei sandali, ah ma quei sandali sono nati per essere abbinati a quei pantaloni, e la borsa? Oh quella borsa sta perfettamente con quel cappotto e quindi devo portare anche la sua sciarpa e il suo cappello?

    STOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOP!!!!!!

    Questo è quello che succede nella mia testa e, vi prego ditemi che è così, forse anche nella vostra.

    Questo porta inevitabilmente ad avere una montagna di vestiti da parte e poi scoprire che neanche nelle più rosee fantasie potranno entrare nella valigia prescelta. E no, i sacchettini sottovuoto non faranno miracoli, ci tengo a farvelo sapere!

    Il primo passo quindi è scegliere la valigia da portare con sé. Per quanto riguarda me, se viaggio in aereo porto sempre la valigia rigida xl perché so che posso portare un bagaglio che pesa fino a 23kg. Se viaggio invece in auto preferisco un (?!?uno solo?!?) borsone morbido.

    Visualizzare lo spazio disponibile, ovvero la capienza della valigia, ci aiuterà a farci un’idea di quanti capi possiamo portare (forse….).

    Secondo step: il calcolo dei giorni.

    Per evitare di portare con me mezzo armadio penso a quanti giorni sarò lontana da casa e faccio una stima di quanti capi di serviranno. Conteggio due cambi di intimo al giorno (mattina e sera, io sono una di quelle delle due docce quotidiane), un cambio al giorno di calze/collant/calzini e magliette. Per quanto riguarda maglioni, gonne e pantaloni un paio di giorni di vita (sempre se non mi rovescio qualcosa addosso LOL) dovrebbero essere sufficienti. Porto poi un cambio extra di emergenza e uno, non si sa mai, da portare nel bagaglio a mano che però contiene solo un kit di sopravvivenza come intimo, calze e una tshirt, sai mai, in caso perdessero il mio bagaglio. Ed ecco che, avrete capito, questo post su come preparare la valigia sarà tutt’altro che stringato!

    Terzo step: cosa portare.

    Qui inizia la parte difficile. Qualcuno diceva che quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Io dico che non conosceva noi donne alle prese con la valigia.

    Dovete sapere che negli anni sono diventata una campionessa olimpionica della disciplina “piega piccolo e riempi tutti i buchi” ma questo non sempre mi ha salvata.

    Cosa portare quindi? Come preparare la valigia per un viaggio?

    Ovviamente dipende dal tipo di viaggio, dalla meta, da ciò che mi aspetta. Tutto è pensato in base a ciò che farò durante i giorni di permanenza lontani da casa, ma ci sono alcuni capi che porto sempre con me!

    Negli anni ho imparato a non prepararmi gli outfit. Quando ero piccola mamma mi preparava per ogni giorno un abbinamento. Era perfetto, finché non ho cominciato ad esercitare il mio volere modaiolo. Non perché non mi piacessero i vestitini, eh, ma perché io sono tremendamente lunatica e le paturnie coinvolgono tutto, anche gli abbinamenti per gli outfit.

    È inutile. Mi conosco e per esperienza so che se mi preparo degli abbinamenti poi è peggio. Io mi vesto a seconda del mio umore, di come mi sveglio, di come sto in quel momento, di come mi sento. Quindi so per certo che preparare degli outfit fissi non funziona con me, potrebbero sembrarmi geniali oggi e non farmi sentire a mio agio tra tre giorni. So che è una fissa mia ma per me, ciò che metto addosso, è come una sorta di corazza.

    Quello che faccio quindi è portare con me principalmente capi basic. Tra questi porto sempre t-shirt tinta unita, un pull nero liscio che più semplice non si può, un paio di pantaloni neri, un paio di jeans, una longuette/gonna plissettata. Poi aggiungo due pezzi di carattere, come un maglione lavorato e un chiodo. Immancabile un abitino (di solito un tubino o un abito in pizzo). Infine due capi fondamentali: un blazer e una blusa elegantina.

    Cerco quindi di inserire in valigia dei capi che girino attorno a quelli che vi ho appena elencato in modo da essere trasversali. La longuette ad esempio è perfetta per la sera, ma posso indossarla anche di giorno con il chiodo, una t-shirt e le sneakers. Idem per il tubino. Il chiodo è ok come capo casual da giorno, ma funziona benissimo anche la sera su un abitino in pizzo per dargli un tocco rock, o come sotto cappotto se fa molto freddo.

    Cerco quindi di crearmi diverse possibilità, in modo da poter creare l’outfit a seconda di ciò che sento quella mattina, ma senza dover portare con me tutto l’armadio.

    Per quanto riguarda i colori è per me molto più semplice rimanere su quelli neutri, ma tendo a dare un piccolo sprint in più con qualche accenno colorato soprattutto su accessori e bijoux.

    Una caratteristica fondamentale del mio processo che riguarda come preparare la valigia per un viaggio è cercare di avere con me capi semplici che possono però essere “arricchiti”. Per questo punto sugli accessori. Non possono mai mancare una cinturina da portare in vita, degli orecchini importanti, una collana lunga, un paio di orecchini a lobo e i miei bracciali porta fortuna.

    Quarto step: cosa NON portare

    Negli anni ho imparato che a volte portavo con me cose superflue che occupavano tanto spazio e pesavano, senza essere strettamente necessarie.

    Ecco perché, all’interno di questo post su come preparare la valigia per un viaggio, ho scelto di inserire una sezione nella quale condivido ciò non porto proprio con me.

    Non porto 4232948 paia di scarpe con i tacchi. Se visito una città sarà pressoché impossibile che io le indossi durante il giorno. Porto con me solo un paio di decolletè nere con il tacco alto (per la sera) o un paio di sandali se è estate e, d’inverno, un paio di stivaletti con il tacco medio e largo, che siano comodi e adatti anche a qualche passeggiata. E poi calzature pratiche e collaudate, come le sneakers, che siano un po’ carine però, in modo da poterle abbinare anche a capi meno sportivi.

    Non porto il phon, soprattutto se vado negli Stati Uniti (dove ha la potenza di una folata di vento) perché ormai tutti gli hotel lo forniscono. Pesa, ingombra e spesso non funziona come a casa, quindi ciao ciao phon!

    Non porto neppure tante borse. Solitamente ne seleziono una da giorno, ampia e capiente, e due da sera: una pochette o busta e una borsina a tracolla.

    Non porto molti prodotti per il make-up. Ma di questo, mi piacerebbe parlarvi meglio venerdì nell’appuntamento del beauty friday.

    Non mi porto capi “scomodi”, troppo aderenti, troppo sofisticati. Cerco di selezionare pezzi che siano “testati”, che mi fanno sentire a mio agio e che conosco bene, in modo da sentirmi libera di mixarli senza sbagliare.

    Cosa resta da fare poi? Piegare piccolo piccolo e sperare che tutto entri nella valigia prescelta e, se così non fosse, utilizzare la vecchia, e tanto amata tecnica, del sedercisi sopra sperando di chiuderla senza farla esplodere. Ho dei ricordi buffissimi di quando ero piccola piccola e mamma si sedeva sulla mia valigia per chiuderla e mi diceva “aiutami, siediti anche tu”, ridevo come una pazza.

    Come preparare la valigia per un viaggio resta un mistero, ma se non altro ci abbiamo provato.

    A domani,

    G.

     

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