Viaggiare da sole: consigli utili per farlo almeno una volta!
  • Viaggiare da sole: consigli utili per farlo almeno una volta!

    Dic 07th • Filed under Lifestyle

    viaggiare da sole

    Viaggiare da sole è una grande esperienza, un’avventura indimenticabile e tutta nuova, almeno per me. Questo viaggio a New York mi ha scoperta molto più forte e coraggiosa di quanto pensassi. Ho affrontato il mio viaggio, la partenza e la permanenza con una grinta che sinceramente non pensavo di avere. Credevo avrei avuto grossi momenti di spaesamento, di difficoltà e tristezza e invece, salvo qualche cena condita con un pizzico di malinconia, questa esperienza mi ha insegnato tantissimo.

    Quando sui social ho comunicato che sarei partita in solitaria alcune reazioni sono state proprio di timore e paura. Molte ragazze mi hanno scritto dicendomi “ma sei sicura? Vai da sola così lontano?”. Oggi, che l’esperienza l’ho portata a termine, vi racconto perché secondo me è importante viaggiare da sole e quali sono i consigli per farlo senza complicarsi la vita.

    1. Get out of your comfort zone.

    Ci tengo tanto a questo primo punto. Noi donne, ancora nel 2017, siamo viste come il sesso debole. Sembra che, se decidiamo di intraprendere un viaggio da sole, ci apprestiamo ad affrontare un’impresa titanica. Le persone attorno a noi ci guardano come se fossimo marziani, come se avessimo perso il lume della ragione e stessimo per cacciarci in un grossissimo pasticcio. Nella nostra cultura e nell’immaginario comune la donna è ben lontana dall’essere un individuo che basta a sè stessa, l’immagine che molti hanno di noi è davvero diversa: abbiamo costantemente bisogno di una sicurezza, qualcuno al quale appoggiarci, che ci sia per i momenti di bisogno perché siamo fragili e indifese.

    COL CAVOLO!

    Il mio consiglio è: se ve la sentite partite! Molto spesso siamo piene di insicurezze e timori proprio perché non ci siamo mai messe alla prova e proprio perché la nostra cultura non crea proprio della basi incoraggianti sulle quali muovere i primi passi verso un’esperienza sicuramente diversa e importante come viaggiare da sole. Magari temiamo di avere dei limiti insuperabili perché mentalmente ce li siamo creati, ma potrebbe anche non essere così.

    In fin dei conti cosa potrebbe accadere? Intendo cosa potrebbe accadere che non potrebbe ugualmente accadervi nella vostra città?

    Credo che per noi donne sia davvero importante misurarsi con le proprie capacità e affrontare qualche sfida costruttiva. Quindi, se ve la sentite, buttatevi in questa nuova esperienza. La mente umana è estremamente plastica e resiliente, sarete in grado di fronteggiare qualsiasi situazione! E scoprirete che viaggiare da sole non è affatto un’esperienza così complessa, quanto piuttosto un’occasione di crescita personale.

    2. Dove andare?

    Un’altra serie di commenti che mi ha fatto sempre sorridere è stata quella che recitava così “ma vai così lontano? non puoi andare più vicino per la prima volta?”. Ragazze, lontano o vicino è un fattore mentale. Qualsiasi spostamento che coinvolga un aereo implica una lontananza (ok, adesso non pensate ai voli Roma-Pisa però!). E poi la lontananza o la vicinanza può essere un fattore discriminante per alcune, ma non lo è per altre. In fin dei conti sarete comunque in un posto che non è casa, poco conta quanto sia lontano. Certo, se questo vi fa sentire a disagio, scegliete una meta più vicina, ma ricordate che non state partendo per la luna con un biglietto solo andata.

    Viaggiare da sole vi permetterà di indagare i vostri limiti, di valutare quanto siete sicure di voi stesse e di dosare la vostra capacità di stare da sole.

    Alle mie ragazze coraggiose che stanno pensando di viaggiare da sole consiglio questo: ricordate quando dicevate che volevate tanto fare quel viaggio ma nessuno voleva accompagnarvi? ANDATE! Cosa aspettate? Non si può programmare la propria vita in base alle necessità degli altri, you only live once! Quindi prendete la palla al balzo! Scoprirete facilmente che quando si viaggia da soli non si è mai davvero da soli perché si creano molto più facilmente occasioni per fare amicizia con altre persone, magari a loro volta viaggiatori solitari.

    3. Quanto stare via?

    Questo aspetto è del tutto soggettivo. Dipende, a mio parere, innanzi tutto dalla lontananza della vostra meta. Non ha senso passare tre giorni dall’altra parte del mondo, ha forse più senso passarli a Londra, Parigi, Amsterdam o una qualunque città raggiungibile in una manciata di ore di volo. Valutate il tipo di viaggio che volete fare, la destinazione, quali sono i luoghi che volete visitare, le attrazioni che volete vedere. Fate un programma di massima e ipotizzate un lasso di tempo di permanenza in base a questo.

    Una ragazza mi ha fatto una domanda particolare e mi ha chiesto secondo me quale fosse il momento nel quale si sente maggiormente la solitudine se si sceglie di viaggiare da sole: voleva sapere se è qualcosa che si avverte nei primi giorni o man mano che il tempo passa. Non saprei rispondere perché credo che sia assolutamente soggettivo e che ogni persona reagisca in un modo diverso a seconda della propria personalità. Alcuni soffrono molto il momento delle partenze e del distacco, altri provano disagio per lo più all’arrivo nella nuova città, quando tutto è nuovo e ci si deve ancora ambientare. Altri ancora percepiscono la solitudine verso la fine del proprio viaggio.

    4. Organizzate tutto per tempo

    Oggettivamente viaggiare da sole è diverso dal viaggiare in compagnia, quindi per evitare ansie e attacchi di super panico vi consiglio di organizzarvi per tempo. Il volo e l’alloggio almeno! Sapere già orari, location e tempi necessari è molto rassicurante e aiuta a ridurre l’agitazione. Per quanto riguarda invece la permanenza in sé vi consiglio di farvi un piano di massima, ben sapendo che poi sarà il viaggio stesso a prendere la mano e portarvi dove vuole lui! Io ad esempio con New York ho rinunciato a fare piani, tanto lo so che questa città è indomabile, mi porta dove le pare. Ogni volta che cerco di fare un planning vago sulle attività da fare mattina e pomeriggio, finisce che vado a fare tutt’altro. Preparatevi quindi ad avere un’idea di massima ma senza essere ossessivi e organizzare ogni virgola, i viaggi sono belli se vissuti con spontaneità, altrimenti tanto vale prenotarsi un tour con guida.

    5. I momenti si e i momenti no

    Ci saranno, se deciderete di viaggiare da sole, momenti si e momenti no. I momenti si saranno quelli nei quali vi renderete conto che, a differenza delle peggiori previsioni, non vi sentite affatto sole, ma anzi vi siete ambientate alla grande e non state neanche più pensando come se foste con qualcuno. Imparare a bastarsi credo sia una grande lezione, fa sentire davvero indipendenti. Scoprirete di essere in grado di fare molte più cose di quante pensaste, scoprirete di essere molto più forti, decise, coraggiose e determinate. Saranno momenti di grossa fiducia in sé stessi, di soddisfazione.

    I momenti no arriveranno, magari vedrete le coppiette che si sbaciucchiano e vi verrà nostalgia del vostro fidanzato, magari vi troverete di sabato sera a cena da soli e penserete che vorreste essere con i vostri amici. Magari capiterà una situazione che normalmente siete solite affrontare con qualcuno della vostra famiglia e penserete a quanto siete lontani e a quanto sarà diverso vivere quella medesima situazione da soli. Vivete anche questi attimi, fanno parte del viaggio e dell’esperienza di viaggiare da sole e aiutano davvero a imparare a stare in propria compagnia e apprezzare lo stare con sé stessi. Sono dell’idea che anche le sensazioni meno piacevoli meritino di esser vissute anziché evitate, solo così si può imparare a dominarle o renderle meno invasive.

    6. Non dimenticate la sicurezza

    Il mio invito a viaggiare da sole non è un invito a mettervi in pericolo. Quindi prima di partire informatevi bene sulle zone che vorreste visitare, scegliete un alloggio in una zona sempre viva, sia di giorno che di notte, in modo da non trovarvi mai in quartieri deserti da sole. Fate delle ricerche su internet su quali sono i quartieri safe, quali quelli meno raccomandati, informatevi su come funzionano i mezzi di trasporto (se hanno limiti d’orario, se sono molto frequentati o no), cercate di avere una panoramica della situazione nella quale vi troverete. Siate prudenti certo, ma non fatevi terrorizzare dal fatto che siete da sole. Non avete un bersaglio sulla schiena, andate e fate vedere al mondo quanto siete belle! Affidatevi al buon senso e al vostro istinto, cercate di godervi questa esperienza rimanendo comunque sempre vigili sui possibili rischi.

     

    E del mio viaggio cosa vi racconto?

    Premesso che vorrei parlarne in maniera più approfondita in un video dedicato su YouTube, mi sento di darvi qualche piccola anticipazione.

    Stranamente non ero molto agitata alla partenza, pensavo che sarei stata terrorizzata e nel panico più totale. Per tutta la mia vita le partenze sono state dei veri e propri traumi, sin da bambina le ho sofferte tantissimo e vissute con grandissima angoscia. In questa occasione ho avuto un momento di debolezza quando ho salutato il mio fidanzato, ma la gioia di andare a New York era davvero tanta.

    Il viaggio è filato liscio, temevo di annoiarmi in aereo e invece mi sono tenuta impegnata montando dei video per youtube, quindi il tempo è (più o meno volato).

    Quando sono arrivata a Manhattan mi sono detta “Ottimo lavoro Gre, sei arrivata fin qui da sola, ora abbiamo un sacco di pagine bianche da scrivere!”. E sono corsi così i giorni, senza paletti, ma qualche impegno predefinito. Ho lasciato che New York mi portasse nelle sue viscere e mi sono sfinita tra le sue strade, le sue luci, i suoi chiassi insopportabili. Sono stata sempre in giro, da mattina a sera e poi anche per cena e dopo cena. Ho camminato tantissimo, tanto che i piedi erano una vescica unica! Ho preso la metro, anche la sera tardi. A tal proposito, vorrei sfatare questo mito italiano di New York come città pericolosa: io ho camminato di notte per strade più o meno centrali e mi son sentita totalmente sicura, a differenza di quanto avviene a Padova, nella quale di notte mai e poi mai andrei a farmi due passi.

    I momenti no ci sono stati? Sì. Principalmente nel weekend quando mi sono trovata a cena da sola e vedevo attorno a me persone in compagnia. È capitato soprattutto una sera mentre stavo aspettando il mio hamburger gigante, seduta al mio tavolo per due in compagnia di me stessa. Il caso ha voluto che la cameriera facesse accomodare nel tavolo accanto al mio una coppia di italiani, due fidanzati in vacanza a New York. La seconda cosa che ha detto la ragazza al suo fidanzato, non immaginando che fossi italiana come lei, è stata: ” Guarda questa ragazza poverina, cena da sola di sabato sera. Si vede che non ha proprio nessuno per star sola nel weekend, non avrà amici, non avrà un fidanzato. Certo che tristezza, io piuttosto starei a casa”. Ecco, quello non è stato un bel momento, ma ho cercato subito di spostare il mio pensiero su quanto fossi fortunata io ad esser lì, a realizzare il mio sogno e farlo solo con le mie forze.

    Mi sento di dire questo: in Italia non capita spesso di vedere una ragazza a cena da sola, in America è del tutto normale. Credo quindi che certe visioni siano purtroppo un po’ frutto della nostra mentalità, non sempre aperta.

    In quel frangente mi sono regalata dei cupcake di consolazione, mi sono fermata a osservare la danza delle luci di Manhattan, ho fatto respiri profondi e mi sono sentita rinata.

    Per le sere successive ho preparato una lista di posti carini che volevo provare per cena (dalla cucina etnica all’hamburger, passando per la pizza newyorkese) e ogni sera ne sceglievo uno. Camminando sola nella notte non mi sentivo “senza nessuno”, anzi ero contenta di prendermi una serata nella quale potevo cenare dove desideravo!

    Ho scoperto poi di capire molto meglio l’inglese di quanto pensassi e parlarlo meglio di quanto pensassi. Ho imparato a compilare moduli riguardanti pratiche burocratiche in inglese senza aver problemi, a spiegarmi con gli impiegati degli uffici pubblici anche se non conoscevo alcuni termini più tecnici. Mi sono sorpresa di ricordare vie, strade, percorsi, palazzi e scorci.

    Mi sono un po’ stupita nel non provare ansia, anzi quasi la cercavo. Nella mia testa la vocina malefica diceva ” Non t’illudere prima o poi ti verrà paura per il fatto di esser qui, dall’altra parte del mondo, in una città così grande, completamente da sola”. Non è successo. E forse questo mi ha disorientato ancora di più!

    Ogni volta che sentivo un filo di timore per qualcosa mi spingevo a farla per misurarmi e vedere se quella paura era fondata o era una semplice insicurezza. Ho spinto più che potevo su me stessa, volevo che, come vi avevo già detto su Instagram, questa fosse un’esperienza vissuta davvero, di pancia.

    Mi sono trovata a chiacchierare con tante persone diverse, ho ricevuto complimenti per il mio modo di parlare in inglese con l’accento italiano (gli americani lo amano), ho fatto colazione con sconosciuti, fotografie con persone che mai più rivedrò, dato indicazioni per la metro, camminato a ritmo serrato come una newyorkese e mi sono imbattuta in personaggi davvero pittoreschi. Ah sì, ho scritto la didascalia sotto ad una foto su Instagram con un mega topo a 5 cm da un piede (aspettavo la metro e ovviamente non me ne ero accorta perchè guardavo lo schermo del cellulare), ho, come al solito, litigato con gli scoiattoli.

    Il mio bilancio è totalmente positivo, fin qui. Dico fin qui perché mentre vi scrivo sono nella hall del mio hotel nella mia ultima sera a New York, quindi il mio viaggio non è ancora del tutto terminato (e ora, dall’Italia,  mentre rileggo questo post, pronto per esser condiviso, posso dirvi che mentre scrivevo sentivo vibrare il pc…ed è stato il momento in cui a Manhattan c’è stato il terremoto! E posso aggiungere che nonostante io sia tornata con l’influenza il bilancio continua ad essere super positivo).

    Sento di esser cresciuta molto, di avere molto più chiaro in testa chi sono e cosa voglio. Questo viaggio mi ha donato tanta forza, determinazione e grinta. New York mi ha fatto il pieno di ispirazione e mi ha dato un’altra delle sue boccate d’aria. Ho di nuovo le bombole piene d’ossigeno, posso tornare sott’acqua un’altro po’.

    E ora, mentre vi scrivo guardando le luci dello skyline di Manhattan che si accendono, non posso che essere felice e orgogliosa di me per questa esperienza che rifarei altre mille volte!

    A presto,

    G.

     

    “Viaggiare da sole: i motivi per i quali dovete farlo almeno una volta!” è parte della sezione Lifestyle di gforgrace.com, puoi cliccare qui per leggere gli altri articoli correlati. Ti aspetto sui miei canali social per rimanere sempre aggiornata: InstagramFacebookYouTube.
  • Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *