Fur Free fashion! Io scelgo capi cruelty free! Ti spiego il perché!
  • Fur Free fashion! Io scelgo capi cruelty free!

    Ott 18th • Filed under Talking about trends

    Qualche giorno fa si è diffusa in rete questa splendida notizia: dopo Armani, anche Gucci ha scelto di diventare un brand che proporrà fur free fashion.

    Ma cosa si intende per fur free fashion?

    Molte sono le distinzioni da compiere quando ci si addentra nel complicatissimo mondo della moda cruelty free. Di fatto la animal free fashion non è soltanto una moda che prevede l’uccisione degli animali per ricavarne pelli e pellicce, bensì una moda che non prevede neppure l’utilizzo di seta, piume e lana.

    Sono quindi vari i gradi con i quali le aziende di moda aderiscono a programmi che prevedono di non infliggere sofferenze agli animali per ottenere capi d’abbigliamento. Di questi la fur free fashion è forse quella più superficiale, ma non per questo meno importante. Per fur free fashion si intende una moda che non utilizzi le pellicce.

    Vorrei, prima di proseguire con questo post, fare una piccola specifica. Credo fermamente nel libero arbitrio e nel diritto di ognuno di compiere le scelte che ritiene più giuste, che sente più sue. Sono altresì convinta che tuttavia tali scelte vadano fatte su basi di conoscenza sicura, informandosi, comprendendo quali sono le conseguenze di tali scelte, cosa comportano, cosa si acquista e quali pratiche si legittimano proprio a seguito dell’adesione a certe attività.

    Internet è pieno di siti sui quali documentarsi in merito a come vengono ottenute le pellicce di origine animale, cosa comporta la loro creazione e quali sono gli effetti, sugli animali e sull’ambiente, di tale scelta dell’industria della moda.

    Cercate informazioni, non fermatevi ad una visione superficiale e pressapochista nella quale tutto ciò che è lontano dal vostro sguardo non vi riguarda. Comprando una pelliccia voi finanziate le industrie che sfruttano, maltrattano e uccidono gli animali.

    Invito quindi chiunque giungerà a leggere questo post a compiere le proprie approfondite ricerche al fine di fare una scelta consapevole e ponderata, conscia di tutte le implicazioni del caso.

    Si stima che almeno 70 milioni di animali siano allevati nel mondo per ottenere le loro pellicce. Tra questi varie specie vengono sfruttate a tale scopo: visoni, scoiattoli, conigli, ermellini, ma anche agnelli, gatti e cani.

    Le normative in merito alla gestione di tali allevamenti intensivi sono molto differenti a seconda del paese nel quale sorgono queste strutture. Qualsiasi siano le regole, le localizzazioni, le specie di creature imprigionate in questi luoghi, c’è un grande comune denominatore: sono fabbriche di morte.

    Credo sia bene sapere che per ottenere una pelliccia di visone vengono uccisi dai 30 ai 50 animali. 50 animali. Visualizzateli: 50 animali.

    Animali detenuti in gabbie anguste, con privazioni talmente importanti che finiscono per sviluppare comportamenti stereotipati oltre a tratti di cannibalismo e autolesionismo.

    Animali uccisi in modo barbaro ed esposti a sofferenze indicibili. Per cosa?

    G for Grace è sempre stato un angolino felice e spensierato del web, ma oggi sento davvero la necessità di trattare questa tematica.

    L’inverno sta arrivando e tante, troppe, persone acquisteranno pellicce ricavate dalla sofferenza di creature innocenti. Le stesse persone che poi torneranno a casa con la loro splendida pelliccia ad accarezzare il proprio gatto o cane, raccontando alle amiche quanto amino la loro palla pelosa domestica.

    Un gatto è così differente da un coniglio? Da un ermellino? La sua vita ha davvero più diritto di essere rispettata?

    Ognuno faccia le proprie considerazioni.

    Ho scelto di non riportare i dettagli più crudi del mondo della non fur free fashion, ma spero davvero che questo post possa in qualche modo spronare le persone ad informarsi.

    La tecnologia tessile ha poi fatto passi da gigante e, proprio per questa ragione, le varianti tecnologiche sono altrettanto calde, morbide, stilose e di standard qualitativo elevato.

    Quindi ecco qui le mie proposte per la stagione invernale, tutte rigorosamente cruelty free!

     

     

    fur free fashion

    Zara 

     

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    Pull & Bear

     

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    H&M

     

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    Mango

     

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    Stradivarius

     

    fur free fashion

    Bershka

     

    Come potete vedere ci sono tante alternative fur free economiche, accessibili, ma calde e davvero alla moda! Leggete sempre bene le etichette per accertarvi che il pellicciotto che vi piace sia davvero ecologico! Verificate la provenienza di ciò che acquistate, di ciò che, indirettamente, finanziate.

    Spero che questo post possa aver sensibilizzato qualcuna verso una tematica che a me sta molto a cuore e alla quale tengo davvero molto.

    Fatemi sapere voi cosa ne pensate!

    Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali.
    (Immanuel Kant)

     

    A presto!

     

    G.♥

     

    Fur free fashion è parte della sezione Talking about trends di gforgrace.com, puoi cliccare qui per leggere gli altri articoli correlati. Ti aspetto sui miei canali social per rimanere sempre aggiornata: InstagramFacebookYouTube.
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    4 comments
    Fur Free fashion! Io scelgo capi cruelty free!

    • Erika ha detto:

      Cara Greta
      Credo che le tue parole facciano riflettere molto. Questo è un tema davvero delicato ma nello stesso momento molto importante. Io trovo che non sia assolutamente corretto sfruttare, maltrattare animali solo per poter creare un capo di abbigliamento, per di più venduto a 1000 volte più caro della vita del povero animaletto.
      Credo che ogni tanto fa bene parlare di temi così “forti” in quando nessuno li affronta perché purtroppo nella società di oggi sono considerati come sciocchezze.
      Baci
      Erika

      • gforgrace ha detto:

        Sono d’accordo.
        Sono realtà sulle quali è bene riflettere, soprattutto perché queste barbarie possono essere evitate!

        A presto!

    • Noemi ha detto:

      Davvero belle le pellicce che hai scelto. La scelta di Gucci, che non solo a me da l’idea che sia stata influenzata da Salma Hayek, grande amante degli animali, è stata inaspettata (almeno per me) e importantissima. Gucci al momento è il marchio di moda più importante e influente del mondo e il suo messaggio è chiaro. Le pellicce non sono lusso, ma capi prodotti a scapito di esseri viventi e della natura. Perché, malgrado le teorie di chi ama le pellicce vere, quelle finte inquinano molto meno. E anche se le pellicce vere fossero sostenibili, la crudeltà che c’è dietro è talmente grande che non è possibile, per me, considerarle come dei semplici capi d’abbigliamento.

      • gforgrace ha detto:

        Hai proprio ragione Noemi! Speriamo che sempre più aziende facciano tali riflessioni e si impegnino a immettere nei mercati capi sempre più sostenibili e rispettosi delle forme di vita e dell’ambiente!